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La polenta
L'origine di questo cereale vuole che nella leggenda sia stato reso commestibile da San Carlo Borromeo per il termine dialettale datogli, ossia "carlun".
In realtà la sua comparsa fu nel secolo 17mo dopo la scoperta delle Americhe e solo verso la fine del 18mo secolo arriva nella bassa Valtellina.
Prima la polenta era di miglio e di farina ossia polenta di frano saraceno, detta "polenta nigra". Con l' 800 giunge nelle nostre vallate, dapprima mescolata al miglio e grano saraceno poi unicamente gialla "de türkai".Tristi tempi sulla tavola. A memoria d'anziani la polenta si mangiava con una mano sola che vuol dire senza companatico.
Si ricorda che solo ai capofamiglia era riservato il cotechino o mortadella prodotti dalla mazza del maiale. Agli altri era concesso di intingere il boccone di polenta nel brodo di cottura. La carne era scarsissima e giungeva sulla tavola solo nelle grandi festività oppure quando qualche mucca diroccava sull'alpe. La testa, gli intestini, i tendini, tutto veniva consumato.
La polenta si mangiava anche tre volte al giorno tanto che per mancanza di proteine la popolazione delle nostre valli fu lesa dalla malattia detta "del gozzo". E solo in questi ultimi decenni questa piaga è stata debellata con una cucina alimentare più ricca comprendente la carne.
La Polenta - Ricetta tradizionale per 6 persone consigliata dal Mulino del Dosso
Ingredienti : 500 gr. di farina gialla di granoturco da polenta
2 litri d'acqua
10-20 gr. di sale grosso
In un paiolo di rame versare l'acqua e salare, quando è al punto dell'ebollizione (attenzione se bolle si formeranno più grumi) si versi la farina a pioggia a piccole manciate, mescolando con una frusta per amalgamare.
Dopo aver versato tutta la farina il composto diventa consistente. Tenere a portata di mano un'altra pentola con l'acqua bollente di riserva e nel caso di troppo indurimento aggiungervene. Rassodarla con il fuoco e ammorbidirla con l'acqua girando il taraglio di legno o spatola apposita in senso orario a brevi intervalli. La polenta deve cuocere sbuffando per circa un'ora. Sarà pronta quando si staccherà facilmente dal paiolo. A questo punto versarla uniformemente sul grande tagliere di legno detto "basla" per essere utilizzata secondo ricetta.
E' possibile una variante con il latte al posto dell'acqua (litri 1 ½ + ½) che la rende oltremodo più gustosa.
Valori nutrizionali di una porzione
calorie 301 proteine 7.46 lipidi 2.36 glucidi 42.586
fibre alimentari 2.83 colesterolo 0 mg.